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Riflettiamo - Dott. Giuliano Franzan

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Dott. Giuliano Franzan
Teologo - Psicologo - Sessuologo - CTP
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Riflettiamo

Sessualità come relazione...
Nelle prossime riflessioni affrontiamo il tema della sessualità all'interno della religione cattolica.
Affronto con senso di timore questo argomento perché ci si era abituati a considerarlo un tabù, e quindi una cosa di cui non parlare, e perché quando se ne parlava si mettevano in evidenza solo le regole morali e i pericoli, tanto da vederne quasi subito gli aspetti negativi e perché la vita sessuale era vista solo in funzione della generazione, senza per nulla mettere in rilievo la sua estrema importanza nel generare e stabilire una relazione profonda della coppia, e perché, infine, è un argomento "scoppiato" recentemente e il cui studio e ricerca sono appena all'inizio anche nell'ambito della chiesa.
Come mai nella storia della chiesa si riscontrano la paura del sesso e la sua riduzione alla funzione procreativa? Eppure la Bibbia, soprattutto nel libro della Genesi, annuncia che il significato della sessualità è di creare comunione fra due persone, che essa è una dimensione importante dell'uomo e per l'uomo, che viene da Dio e quindi è santa: luogo e segno del dono di sé per la crescita delle persone e della coppia.
- Un primo atteggiamento che si riscontra è l'atteggiamento negativo: la sessualità è vista come una realtà se non immorale, comunque carica di risonanze negative, come una realtà di fronte alla quale bisogna stare in guardia.
L'origine di tale atteggiamento la si fa risalire non alla Bibbia, dove esiste l'esaltazione del rapporto interpersonale vissuto anche nel segno della corporeità, ma alle concezioni platoniche, gnostiche, manichee per le quali tutto ciò che appartiene alla materia è cattivo. Queste hanno avuto una determinante influenza nella vita e nel pensiero della chiesa.
Si dovrà ammettere che la chiesa ha subito fin dall'inizio del suo esistere l'influsso di queste filosofie che non vedevano alcun valore nella materia e quindi deprezzavano, o addirittura disprezzavano il corpo e la sessualità.
Anche il pessimismo di sant'Agostino, di cultura manichea, che giustificava la sessualità solo in funzione della procreazione, esercitò un influsso negativo.
- C'è un secondo atteggiamento permissivo-consumistico. Qui si verifica un rovesciamento: dal “tutto ciò che concerne la sessualità è proibito” al “tutto ciò che concerne la sessualità è comunque sempre lecito”. Vi si scorge il rischio di una sessualità ridotta a merce di scambio, a sola ricerca del piacere fisico, in cui il rapporto interpersonale viene eluso. Questo atteggiamento è legato alla cultura consumistica: mercificazione dei rapporti, massificazione sociale e culturale.
Questi atteggiamenti sono ambedue tabù perché si pongono sopra la sessualità e non la lasciano vivere nei suoi significati più profondi.
C'è, però oggi, anche la riscoperta dell'importanza del corpo e dei gesti sessuali. Si riconosce che il corpo è un valore e che l'uomo non solo ha un corpo, ma è corpo e, quindi, la corporeità è una dimensione essenziale per la crescita delle persone e dell'amore.
Simone Weil dice che le sensazioni corporee sono il modo più vero per conoscere e relazionarsi. Tutta la nostra cultura occidentale, invece, è di natura razionale e quindi non valutante il corpo. L'uomo è stato visto come mente, ragione, anima. Il corpo, invece, come qualcosa di accidentale o addirittura di peccaminoso.
Oggi c'è una riscoperta, anche all'interno della chiesa, del valore e dell'importanza del sesso e il valore e la “bontà” si fondano essenzialmente sul messaggio della Bibbia. I principi positivi si possono leggere, come vedremo, nella Genesi dove Dio manifesta che tutto quello che ha creato è buono, anzi, molto buono: il che deve certamente includere l'esperienza dell'intimità sessuale. Si trovano pure nel Cantico dei cantici, che è un'esaltazione lirica ed esuberante dell'amore fisico, nell'atteggiamento positivo, espresso nei libri di Osea e Tobia, verso il rapporto matrimoniale permanente fra uomo e donna.
Anche il concilio Vaticano II lo afferma esplicitamente: “Gli atti coniugali con cui gli sposi si uniscono in casta intimità sono onorabili e degni, e, compiuti in modo veramente umano, favoriscono la mutua donazione che essi significano e arricchiscono vicendevolmente in gioiosa gratitudine gli sposi stessi. Questo amore è espresso e reso perfetto in maniera tutta particolare dall'esercizio degli atti che sono propri del matrimonio” (GS 49).
Questi atti, quindi, non solo esprimono, ma anche alimentano, generano l'amore.
Il corpo non soltanto è oggetto, ma soggetto dell'amore.
In altre parole, la sessualità e anche il piacere fisico sono inerenti all'essenza stessa dell'essere umano. Tale caratteristica merita di essere considerata con la massima serietà nella sua potenzialità personalizzante, positiva, e non va costantemente circondata di paura, negatività, ostilità, sospetto.
Tale riscoperta, occorre dirlo con onestà e anche con gioia, è stata provocata soprattutto dall'esterno della chiesa (il mondo non è tutto cattivo!), da pressioni e da persone animate dalla ricerca di scoprire in profondità il senso delle cose e anche del sesso.
Queste ricerche e intuizioni sono state recepite nel concilio Vaticano II, i cui documenti contengono affermazioni suggestive e promettenti nei riguardi della sessualità (GS 49).
Con questo non voglio sostenere che in campo cattolico oggi tutto sia chiaro e pacifico. Nascono qua e là documenti e discorsi contraddittori dentro alle stesse conferenze episcopali, nelle comunità cristiane.
Questo è estremamente comprensibile: dopo secoli di silenzio o meglio di sospetto nei riguardi del sesso, non è per tutti facile vincere la paura, anche perché si deve lottare contro una mentalità che riduce il sesso ad un incontro senza coinvolgimento profondo delle persone e della loro storia.
È importante che ciascun cristiano, confrontandosi con i vari documenti e riflettendo soprattutto sulla parola di Dio, ricerchi il senso della sessualità. Nessuno può dispensare la coscienza dall'impegnarsi a cercare, pur dentro la varietà delle posizioni, un suo modo di porsi e di vivere la sessualità perché vi sia l'attenzione a valutare e scegliere ciò che fa veramente crescere la persona nella sua totalità e ciò che giova al dialogo e alla comunione nella coppia. E in questa linea che oggi sta camminando la teologia morale.
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