Riflettiamo - Dott. Giuliano Franzan

Dott. Giuliano Franzan
Psicologo - Sessuologo
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Riflettiamo

E'tanto bello vedere...
«Giunsero a Betsaida, dove gli condussero un cieco pregandolo di toccarlo. Allora, preso il cieco per mano, lo condusse fuori del villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: Vedi qualcosa? Quegli, alzando gli occhi, disse: Vedo gli uomini; infatti vedo come degli alberi che camminano» (Mc 8,22-24).

Cristo incontra, come in altre occasioni, un cieco desideroso di vedere, e si propone di aiutarlo. Gli cura la vista, ma in un processo a due tappe, volendo forse fare della cecità e della sua guarigione il simbolo di un'altra realtà, di un'altra cecità e di un'altra vista.
Cieco è colui che non vede la luce del giorno; guarirlo significa restituirgli la facoltà di vedere. Cieco è anche colui che non vede Dio, chi non scopre la sua presenza nelle meraviglie della creazione o nel penetrante mistero dell'essere umano.
Per guarire da questa cecità, l'uomo ha bisogno della luce della fede.
Ma il passaggio dall'oscurità alla luce non è istantaneo, poiché ci abbaglierebbe. È progressivo, come in un'alba. È il passaggio dall'aurora, con i suoi primi albori, alla piena luce solare. È il passaggio dalla fede incipiente, elementare e ancora imperfetta, alla fede matura, che ci fa vedere Dio e le cose di Dio con chiarezza e trasparenza. Diciamo al Signore: «Vogliamo vedere il tuo volto, Signore; rendici maturi nella nostra fede».
Cristo è la luce, che illumina ogni uomo venuto a questo mondo. Cristo è colui che fa vedere la luce a tutti coloro che gli si avvicinano con semplicità di cuore per essere illuminati. Così Cristo sta al principio e al termine della fede, ed egli stesso costituisce l'oggetto della nostra fede.
Come è possibile che gli uomini preferiscano molte volte le tenebre alla luce, lo scetticismo o l'indifferenza religiosa alla verità e all'esperienza della fede, alla sicurezza che soltanto Dio può dare? Ricordiamo le parole di Gesù a noi cristiani: «Voi siete la luce del mondo».
Cristo interroga l'uomo nel suo cuore. Vedi qualcosa? Il cieco, che comincia a vedere, risponde senza esitazione: «Vedo uomini come alberi». Quante risposte e quanto diverse tra loro darebbero oggi gli uomini alla domanda di Gesù! Alcune risposte sarebbero poco consigliabili: «Ho forse bisogno di vedere. ...?», «Che domanda sciocca!», «Certo che vedo ...», «A te che importa se vedo o no? Lasciami in pace...», «Vedo soltanto oscurità, un pozzo nero dal quale non posso ne so come uscire...», «Non m'importa vedere. Sono un cieco felice», «È normale che io non veda, in mezzo alle tenebre che mi avvolgono ...», «Vedo sempre la stessa cosa, la stessa cosa, la stessa cosa ...». Altre risposte sarebbero molto belle: «Vedo grazie a te, Signore...», «Signore, che ne sarebbe della mia vita se io non vedessi...!», «È tanto bello vedere...!», «Signore, apri a tutti noi gli occhi per contemplarti nella bellezza delle tue opere...».
Chiediamo anche noi a Gesù, con semplicità e fede: «Signore, io voglio avere ogni giorno uno sguardo puro per vederti riflesso nelle tue creature; occhi da poco lavati, che vedano cose nuove nella monotonia delle ore; una vista chiara e nitida, per vedere la vita e gli avvenimenti con la semplicità e la chiarezza con la quale tu li vedi».

«Abbiamo bisogno di te, di te solo, e di nessun altro.
Tu solamente, che ci ami, puoi sentire per tutti noi che soffriamo,
la pietà che ciascuno di noi sente per se stesso.
Sei venuto, la prima volta, per salvare;
nascesti per salvare; parlasti per salvare;
ti facesti crocifiggere per salvare:
la tua arte, la tua opera, la tua missione, la tua vita è di salvare.
E noi abbiamo oggi, in questi giorni grigi e malvagi,
abbiamo bisogno, senza ritardi, di essere salvati».
                                                                                Papini
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