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Riflettiamo - Dott. Giuliano Franzan

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Dott. Giuliano Franzan
Teologo - Psicologo - Sessuologo - CTP
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Riflettiamo

Coppia e famiglia d'origine...

La prima cosa da imparare è la diversità di chi ci sta accanto, il suo modo di comunicare, anche senza le parole, il suo linguaggio non verbale, che è il più veritiero, che ci dice la verità, il reale coinvolgimento. Gesti ed espressioni del viso e del corpo rivelano più di tante parole.
Spesso il “gioco” della relazione di coppia non è circoscritto ai soli coniugi, ma va allargato alla relazione con la famiglia d’origine, all’ambiente sociale (amicizie, colleghi di lavoro), l’evoluzione del pensiero di ciascuno (legato alle proprie esperienze di vita). E’ opportuno tenere conto di questi fattori perché potrebbero interferire nel rapporto di coppia.
Motivi futili, a volte, possono scatenare forti contrasti o veri e propri conflitti, che contengono alte intensità emotive che stupiscono l’altro, perché non sono coerenti rispetto alla situazione vissuta.
E’ giusto chiedersi se questo contrasto appartiene all’oggi o se richiama situazioni già vissute in famiglia o ancora se appartiene a una situazione esterna alla coppia.
E’ importante conoscersi a fondo, conoscere bene la relazione che abbiamo avuto e che adesso viviamo con la nostra famiglia d’origine, per capire qual è il problema vero, quello che ha aperto la strada a emozioni così forti.
L’irrigidimento di uno o di entrambi che cosa nasconde, quali bisogni, quali paure di essere giudicati o di essere scoperti nelle proprie fragilità o debolezze, quali desideri di cambiamento o quali delusioni non espresse?
Queste sono solo alcune domande che ci possiamo porre per fare il punto della nostra situazione di figli adulti, perché non smetteremo mai di essere figli, come i genitori di essere i nostri genitori, fino a quando saranno con noi. In ognuno di noi è contenuto il bambino e l’adolescente che siamo stati.
Allora possiamo riflettere su com’erano gli affetti e gli equilibri in famiglia, qual era il nostro modo di dialogare, quali erano gli accordi o le tensioni, quali le alleanze o le esclusioni, quali situazioni abbiamo vissuto come punti di forza o quali sono state le critiche, che ruolo avevamo in famiglia, come ci sentivamo? E adesso come vanno le cose, è cambiato il nostro atteggiamento verso i genitori, il nostro modo di parlare con loro, è rimasta qualche questione sospesa e mai affrontata? Ci sentiamo o ci siamo sentiti sostenuti da loro nelle nostre scelte adulte? Come ci siamo rapportati con i nostri genitori singolarmente, quali modelli maschili e femminili abbiamo fatto nostri.
Le parole chiave sono: dialogare, comunicare, negoziare.

Uno dei compiti primari di un giovane adulto è di individuarsi e differenziarsi rispetto alla famiglia d’origine, per costruire la sua autonomia. Se questo processo non si è ben sviluppato durante la giovinezza, possono sorgere alcune difficoltà nell’età adulta.
Differenziarsi non significa mettere distanza fisica, non è separazione emotiva e neppure avere opinioni diverse, differenziarsi significa fare delle scelte rispetto ai modelli genitoriali di riferimento in quei tre aspetti: di responsabilità/maturità, normativo, affettivo, differenziarsi è crescere emotivamente, separarsi senza rompere i legami.
Costruire legami adulti comporta rispetto e valorizzazione reciproci, significa accogliere la diversità, vivere un conflitto come occasione per costruire un nuovo equilibrio, mettere il Signore al centro del nostro progetto e cammino di coppia, lasciandoci condurre da Lui, utilizzare la preghiera per migliorare la conoscenza di sé e per superare difficoltà momentanee. Quando ci si sposa, quest’evento avvia un adeguamento fra più generazioni all’interno della famiglia allargata: i nonni entrano definitivamente nell’età anziana · i genitori “invecchiano” e ritornano a vivere come coniugi, quando anche l’ultimo figlio se ne va i figli entrano a pieno titolo nell’età adulta e si avviano alla costruzione della propria vita autonoma. Uscendo dalla famiglia abbiamo messo in moto sentimenti e comportamenti che stanno agli antipodi: autonomia – dipendenza coinvolgimento – indifferenza responsabilità – vincolo libertà – regole. La capacità di costruire e mantenere un legame da adulti dipende molto dal modo in cui in famiglia abbiamo costruito i processi di attaccamento e di autonomia e da come abbiamo coniugato il bisogno d’intimità con quello di crescita.
Il matrimonio è il cambiamento tra due sistemi, genitori e figli, per crearne un terzo, la coppia. Perciò avere ben chiari i punti di forza e di debolezza nella relazione con i nostri genitori, ci consente di curare bene il rapporto con loro, per trarre il massimo beneficio affettivo, e di evitare interferenze che possano in qualche modo acuire i contrasti. Esistono sempre due verità in un conflitto, due posizioni che ciascuno ha il dovere di spiegare, di far capire all’altro, evitando: arroccamenti - isolamento - “punizioni” per comportamenti non desiderati o inattesi – alleanze con le rispettive famiglie d’origine o con gli amici, che possono trasformarsi in alleanze “contro” il coniuge attivando un pericoloso triangolo.
Conoscersi a fondo, analizzare i legami, comunicare sulle relazioni ci permette di riconoscere per esempio se l’emotività emersa in una discussione, appartiene all’oggi oppure è legata o richiama situazioni passate.

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