Riflettiamo - Dott. Giuliano Franzan

Dott. Giuliano Franzan
Teologo - Psicologo - Sessuologo
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Riflettiamo

Atteggiamenti ricorrenti in ogni celebrazione

Segno di croce
C'è l'alto e il basso, la destra e la sinistra. Ci sono il cielo e la terra, un capo e l'altro del mondo. Dall'alto al basso la croce unisce gli uomini a Dio. Dalla destra alla sinistra la croce unisce gli uomini tra loro. Quando facciamo su di noi il segno della croce ci presentiamo interamente davanti a te, Signore.
Il teologo Romano Guardini ci ricorda il significato del segno di croce: «Quando fai il segno della croce fallo bene. Non così affrettato, rattrappito, tale che nessuno capisce che cosa debba significare. No, un vero segno della croce giusto, cioè lento, ampio, dalla fronte al petto, da una spalla all'altra. Senti come esso ti abbraccia tutto?... Raccogli in questo segno tutti i pensieri e tutto l'animo tuo... Allora lo senti: ti avvolge tutto, corpo e anima, ti raccoglie, ti consacra, ti santifica. Perché? Perché è il segno della totalità ed è il segno della salvezza. Sulla croce nostro Signore Gesù Cristo ha salvato tutti gli uomini. Mediante la croce egli rende santo ogni uomo nella sua totalità, fino nelle ultime fibre del suo essere».

L'acqua santa
Sul fondo della chiesa, vicino all'ingresso, c'è sempre la pila dell'acqua santa, o un'acquasantiera, grande o piccola, fissata discretamente al muro o messa in evidenza. Di pietra o di rame, antica o moderna, a volte consumata dalle mani che nei secoli l'hanno toccata, la pila dell'acqua santa (l'acquasantiera) contiene dell'acqua benedetta che richiama quella del fonte battesimale. Dopo aver spinto la porta per entrare in chiesa, il cristiano immerge la mano nell'acqua e fa il segno della croce. Immergere la mano nell'acqua è come esprimere il desiderio di voler lavarsi. Se qualcuno ci invita a casa sua non ci presentiamo mai sporchi e impolverati. Così prima di incontrare Dio e gli altri cristiani noi sentiamo il bisogno di questo gesto di purificazione. È come se si volesse togliere dal proprio cuore ogni ombra, ogni male. Immergere la mano nell'acqua santa è un gesto che diventa preghiera: «Signore, liberami dal mio peccato!» Quando si immerge la mano nell'acqua e si fa il segno della croce è come attingere a una fresca sorgente l'acqua della vita. Il segno della croce richiama la passione, morte e risurrezione di Gesù, mistero della nostra salvezza, e l'amore di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. La nostra comunione con la Trinità è comunione con la sorgente della vita. È come un'esclamazione di gioia: «Signore, sei tu la nostra vita! » Immergere la mano nell'acqua e fare il segno della croce diventa un'espressione di fede e di gratitudine: «Signore, tu mi conosci. Guardami. Rinnova in me il tuo amore. Sono tuo figlio nato nell'acqua e nello Spirito Santo».
Questo, allora, è un gesto da compiere con devozione, attenzione e spirito di preghiera e non soltanto meccanicamente, come spesso si fa.
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