Riflettiamo - Dott. Giuliano Franzan

Dott. Giuliano Franzan
Teologo - Psicologo - Sessuologo
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Riflettiamo

Conocere se stessi... Conocere l'altro

Partiamo dalla considerazione fondamentale che per vivere insieme, per essere coppia in modo sempre più autentico eprofondo bisogna conoscere sé e conoscere l'altro. La persona, ogni persona, è un mistero che non si esaurisce mai. L'altro non è una minaccia alla mia identità, ma una risorsa e uno stimalo per arricchirsi dal confronto, per trovare sentieri di comunicazione, per realizzare la comunione tra persone diverse.
Bisogna, però, riconoscere e accogliere sempre, nel quotidiano, l’altro nella sua diversità, nella sua vera fisionomia spirituale, psicologica oltre che fisica, in quello che è oggi, ma anche in quello che può diventare domani. E’ molto difficile far questo; ci è più facile attribuire all'altro caratteristiche, idee, gusti, progetti che sono nostri. E’ come se fossimo uno specchio in cui si riflette il nostro volto, anziché quello dell'altro.
Dobbiamo, invece, diventare come un vetro limpido che lascia trasparire, che fa vedere il volto dell'altro. Riconoscere la diversità mia e dell'altro per assumerla e metterla in relazione: questo fa crescere.
A volte, invece, si cerca di negare la diversità anche nella coppia: o con la lotta aperta, perché lui/lei non la pensa come me, non ha i miei gusti, le mie idee, e allora lotto per far vincere il mio punto di vista sul suo; oppure facendo finta di niente, facendosi vedere sempre d'accordo, quasi identificandosi con l'altro, atteggiamento questo che nega la mia specificità, la mia diversità.
La base per una vera relazione di coppia, per una reale comunione fra due persone è che le due persone siano pienamente tali, si riconoscano, stiano l'una di fronte all'altra in piedi, alla pari, e che l'una non sia subordinata, o dipendente, o inferiore all'altra. E’ certamente lungo il cammino per diventare veramente se stessi, per scoprire e vivere la propria identità, la propria unicità, così com'è lungo il cammino per conoscere l'altro. Bisogna accostarglisi con tutto il nostro io, con la mente ma anche con il cuore; occorre esplorare, osservare, contemplare l'altro in modo discreto, con rispetto, in punta di piedi, consapevoli sempre che non è un oggetto di cui posso entrare pienamente in possesso, ma una persona, un mistero, un valore infinito.
Per aiutarci in questo cammino che ci porterà o scoprire, a conoscere e a vivere sempre più la nostra identità e a scoprire e riconoscere sempre più il partner come diverso-da-noi, “altro”, irriducibile a noi, lasciamo alcune domande su cui confrontarsi per iniziare, o continuare, questo cammino.
Spunti per la riflessione personale
Per conoscere me stesso, per capire a che punto sono nel processo di conoscenza della mia vera identità:
- faccio l'elenco dei miei aspetti positivi, dei miei aspetti negativi, dei miei limiti, così come li sento;
- se dovessi scrivere una storia della mia vita: qual è l'ambiente, la famiglia da cui provengo? Quali sono le mie aspirazioni più profonde, i miei bisogni fondamentali? Quali persone sono state più significative, hanno inciso di più nella mia vita? Quali eventi o circostanze mi hanno scosso, modificato, arricchito, fatto gioire o soffrire?
- mi accetto nella mia identità sessuale di uomo/donna? Cosa significa questo per me?
- quanto mi sento indipendente psicologicamente, emotivamente, dalla famiglia di origine; quanto mi sento pienamente me stesso/a?
Per conoscere l'altro:
- quali sono le diversità dell'altro che più mi danno fastidio, mi mettono a disagio, che faccio fatica ad accettare?
- quali sono le diversità dell'altro che più mi aiutano a crescere?
- credo di poter aiutare l’altro ad essere sempre più se stesso/a nella nostra coppia?
- faccio l'elenco di tutto ciò che di bello, di positivo, trovo nell’altro;
- quali sono gli aspetti del partner che credo di conoscere? Quali quelli che vorrei conoscere meglio?
- quando scopro che l’altro è “altro”, diverso-da-me, quali sono i primi, più spontanei, sentimenti che provo?
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