Riflettiamo - Dott. Giuliano Franzan

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Riflettiamo

Adolecenti 2.0

“Gli adolescenti di oggi non sono più quelli di una volta”. Quante volte abbiamo sentito questa frase? E’ realistica oppure no?
Numerose ricerche sostengono che il periodo adolescenziale stia subendo dei mutamenti, sia per quanto riguarda la durata sia per quelle che sono le dinamiche intrinseche a questa fase della vita. L’adolescenza sta diventando una fase sempre più lunga. Lo sviluppo puberale si sta anticipando, soprattutto nelle ragazze, portandole prima a porsi numerose (o innumerevoli?!) domande su cosa significhi essere adulti. D’altro canto si sta iniziando a considerare la fine di questa fase verso i 30 anni. Si inizia prima a voler diventare adulti ma si rimanda sempre la possibilità di esserlo sul serio. Questo dibattito mette in gioco diverse variabili di cui, per tanti aspetti, si deve ancora stabilire la responsabilità. Certo è che la tendenza a dedicare maggiore tempo agli studi e quindi a raggiungere più tardi un’indipendenza economica fa sì che il raggiungimento dell’autonomia, anche affettiva, venga posticipata. Questo è solo un esempio, ma se ne potrebbero fare tanti altri. I cambiamenti societari stanno quindi ridefinendo i ritmi dell’età evolutiva, eppure tante dinamiche restano le stesse e sono profondamente caratteristiche di questo periodo di vita. Vediamo allora quali sono le sfide che ogni adolescente ha dovuto, deve e dovrà affrontare per entrare nel mondo degli adulti, un mondo, per loro, tanto attraente quanto spaventoso.
Il primo ostacolo è imparare a conoscere il proprio corpo. Un corpo che c’è da sempre ma che allo stesso tempo è nuovo, un corpo che parla di una nuova identità da accogliere e comprendere. I cambiamenti puberali modificano profondamente i tratti e il significato del corpo, che diventa sempre più relazionale e si apre alla sfera della sessualità come dimensione di interazione con l’altro. Questo porta ad una seconda sfida, quella di riconoscersi come maschi e femmine o, ancor meglio, come uomo e come donna. Cosa significa essere uomo? Cosa significa essere donna? Probabilmente anche tanti adulti non saprebbero rispondere a questa domanda. Un po’ perché una risposta univoca non c’è, un po’ perché la risposta passa tramite una profonda riflessione su di sé che non sempre si è disposti a fare. L’adolescente vive questo aspetto con grande tensione e con mille domande che lo portano spesso ad entrare in crisi. Vivere un sentimento di confusione, anche da questo punto di vista, aiuta a ridefinire il proprio ruolo non più come ragazzo/ragazza ma piuttosto come donna/uomo, comprendendo le responsabilità e le ricchezze che entrambi i poli comportano. L’altra grande sfida riguarda proprio il rapporto con la famiglia, il farsi spazio per trovare una propria autonomia e indipendenza. Se da una parte c’è questo desiderio, dall’altra c’è la paura di non farcela. L’astio che i figli spesso dimostrano verso i genitori non è tanto perché ce l’hanno con loro ma piuttosto perché stanno chiedendo di provare a farcela da soli. “Per favore mamma, lascia che io faccia da solo” “Per favore papà, ho bisogno di capire se riesco a cavarmela senza il tuo aiuto”. Fa rabbia vedersi incapaci e un po’ imbranati. E allora l’astio sfogato sulle figure genitoriali è perlopiù autodiretto. Lasciare che i figli si arrabbino e si ribellino significa lasciare che imparino ad essere autonomi. Una libertà che va lasciata senza rinunciare però al proprio ruolo di genitori, garanti delle regole e del senso del limite che li protegge dai pericoli a cui possono andare incontro. Scopriranno così, un po’ alla volta, che anche se ce l’avranno fatta, il bisogno di non essere soli e di sentirsi amati sarà sempre presente. Un bisogno di relazione. Quella con gli adulti di riferimento, che si trasforma e trova una nuova dimensione, quella con i pari, gli amici che diventano fonte principale di sostegno. Sentirsi “tutti sulla stessa barca” li aiuta a farsi coraggio e a credere che ce la potranno fare e che, appunto, non sono soli in questo percorso così complesso e ricco di sfide. Tutti questi elementi per un solo grande obiettivo: conoscere, capire e definire il proprio sè. Per concludere, l’adolescenza è un uragano che ad un certo punto arriva e travolge il ragazzo e chi gli sta intorno. Ma come ogni uragano non si forma all’improvviso, è importante riconoscerne i segnali per poter accompagnare i ragazzi in questo percorso tanto complesso quanto meraviglioso, aiutandoli a non perdersi, a riconoscere i porti sicuri dove ripararsi e a poter salpare, quando il cielo sarà più sereno, verso il mare della vita da adulti.  

                                                                                                  di Giulia Ciclamini
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