Riflettiamo - Dott. Giuliano Franzan

Dott. Giuliano Franzan
Teologo - Psicologo - Sessuologo
Vai ai contenuti

Riflettiamo

Atteggiamenti ricorrenti in ogni celebrazione

La preghiera dei fedeli

La preghiera universale, già presente nella messa fin dal II secolo, ma caduta in disuso nel Medio evo, costituisce un recupero della riforma liturgica, più importante di quanto non sembri.
Dal III secolo questa preghiera viene anche chiamata "dei fedeli" perché rivolta a Dio dai soli battezzati dopo il congedo dei catecumeni al termine della liturgia della Parola. Infatti, con questa preghiera la Chiesa, in quanto corpo di Cristo, intende dare voce all'intercessione di Gesù crocifisso a favore del mondo intero.
Per questo le norme prevedono che si preghi sempre per le necessità della Chiesa, per la salvezza del mondo, per quanti hanno pubbliche responsabilità, per quanti si trovano in difficoltà e infine anche per la comunità locale e i presenti.
La preghiera dei fedeli non è una semplice serie di devote intenzioni, ma espressione della dignità e del ruolo sacerdotale di quanti, con il battesimo, sono diventati partecipi della missione di Cristo. Per questo la proclamazione di queste intenzioni è di norma riservata a chi è battezzato e cresimato (Cf Rito dell'Iniziazione Cristiana degli Adulti, 36). La verità e la significatività di questa preghiera si giocano in un delicato equilibrio fra la parola proclamata, l'attualità pastorale e sociale, le concrete esigenze della particolare assemblea e il tempo liturgico.
Pertanto, le grandi tematiche proposte dall'Orazionale e dai vari sussidi necessitano di essere adattate per non cadere in un formalismo astratto e ripetitivo. Senza per questo diventare una semplice eco della cronaca giornalistica da una parte, né di sfoghi personali dall'altra. Non è il luogo per fare lunghi discorsi catechistici o moralistici, ma per pregare innalzando al cielo brevi, sincere e accorate invocazioni affinché «la messa, ponte fra cielo e terra, diventi luogo di comunicazione e di incontro con i fratelli lontani in una quotidiana e incessante edificazione dell'unità e della pace» (Orazionale,3).
Torna ai contenuti