Riflettiamo
Quaresima, cammino verso la Pasqua...

1. Tempo di grazia
Quando gli anziani parlano della Quaresima dei loro vecchi tempi, affiorano ricordi di paura, di prediche terrorizzanti e di altre pratiche per nulla attraenti per l'uomo d'oggi.
Invece, la Quaresima della liturgia rinnovata è sicuramente affascinante. Perché ci aiuta:
- a ritrovare e a riformare noi stessi;
- a cercare il senso autentico che può colmare la nostra vita;
- a trasformarci con Cristo in uomini nuovi impegnati nel compito incredibile di cambiare la società in un mondo nuovo.
Attuare questo programma comporta un impegno formidabile, che è anche l'impegno di Dio. Egli ci offre questo tempo di grazia, di misericordia, di progetti e di speranze.
2. Il deserto e quaranta giorni
La liturgia presenta la Quaresima con un simbolismo geniale:
- Ci chiama nel «deserto». Quando Dio vuole qualcosa di importante da qualcuno, lo porta nel deserto: silenzio, tranquillità, raccoglimento... Solo con se stesso (in cerca di identità), con Dio (trascendenza) e con la gente a cui è mandato in missione (solidarietà).
- Quaranta giorni. Il numero quattro seguito da zeri, nella Bibbia, significa una situazione difficile dell'uomo tentato, o la preparazione a una missione importante. Quaranta giorni del diluvio, quarant'anni di Israele verso la terra promessa e quaranta giorni di Gesù nel deserto sono esempi significativi. Nella Quaresima (quaranta giorni) Dio ci chiama per un impegno fondamentale.
3. La Pasqua come meta
La Quaresima è un cammino che porta a una meta: la Pasqua del Signore: morte e vita, croce e risurrezione. L'esito finale è appassionante: essere uomini nuovi, identificati con Cristo risorto. Il cammino è uguale al suo: «Ecco, noi andiamo a Gerusalemme, dove uccideranno il Figlio dell'uomo» (Lc 18,31-33). Morire al nostro uomo vecchio; Gesù ci accompagna e ci incoraggia con il suo annuncio inconfutabile: «E il terzo giorno risorgerà».
4. La penitenza come conversione
In questa prospettiva, lo sforzo per spogliarci del nostro uomo peccatore, morire all'egoismo e all'orgoglio, l'impegno coraggioso nel mettere i nostri passi su quelli di Cristo, costituiscono la vera penitenza quaresimale. Gli altri segni penitenziali (sacrifici, privazioni... ) saranno veri solo in quanto rappresentano questo sforzo. La dimensione quaresimale bene si esprime nel trinomio preghiera, digiuno, elemosina: unione con Dio, unione con Cristo redentore, unione con i fratelli.
5. La penitenza come sacramento
Nel sacramento della penitenza troviamo un momento fondamentale di questo impegno di cambiamento radicale. Con il sacramento della penitenza o riconciliazione il Signore ci introduce nella sua Pasqua per trasformare i nostri tentativi in realtà di amore e di perdono, di grazia e di conversione. È il ritorno alla casa del Padre e alla comunione con i fratelli e con la Chiesa.
