Riflettiamo - Dott. Giuliano Franzan

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Riflettiamo

Desiderio...

Continuiamo la nostra riflessione nell'ambito della sessualità nella coppia.
Come ogni sottile alchimia, l’amore deve conciliare le voglie, i fantasmi e i desideri dei partner. Se con il tempo la magia scompare silenziosamente, che cosa si può fare? Piccoli segreti per ritrovare l’armonia a due.
Se ne parli a cuore aperto con gli amici, ti accorgerai che anche gli altri hanno già incontrato questo problema, perciò niente panico, spesso si tratta di una difficoltà transitoria che può scomparire così com’è arrivata. Datevi tempo e prendete un minimo di distanza dai fatti, non precipitatevi dal medico a meno che la situazione non evolva nel giro di qualche mese. Provate a chiedervi se le circostanze della vostra vita possono essere all’origine della mancanza di desiderio: stress e routine di solito sono i primi nemici da affrontare. Preoccupazioni? Problemi di salute, professionali o economici? State per affrontare o avete appena affrontato un grande cambiamento come un trasloco, avete appena cambiato lavoro, con il partner non tutto funziona a meraviglia e poi ci sono i bambini…? Fatto il punto della situazione, non resta che valutare come si affronta questa situazione, per esempio per molti uomini il calo di libido viene vissuto come una diminuzione della virilità, per altri significa automaticamente rimettere in questione la coppia. Sulla sessualità e sul desiderio sono state condotte migliaia di inchieste e di indagini, che concludono quasi unanimemente che le donne dichiarano di avere problemi di inibizione o di desiderio molto più spesso degli uomini, anche se se ne lamentano molto più raramente. Per la donna la sessualità può passare più facilmente in secondo piano, e i problemi connessi al desiderio possono anche non essere prioritari rispetto ad altri elementi, quali il piacere globale della relazione amorosa o il rapporto che hanno con i figli.
Con il passare del tempo il desiderio si può usurare, soprattutto nelle coppie organizzate in modo fusionale. Passata l’ipnosi dei primi tempi, che dura solo pochi anni, la sessualità si indebolisce. Quando si condivide tutto, ci si dice tutto e si fa tutto insieme, il desiderio erotico tende a consumarsi perché la sessualità fatica a sopravvivere alla possessività, alla perdita di libertà, alla dipendenza e al bisogno di esclusività. Nelle coppie mature, composte da due persone veramente autonome, vivere una sessualità piena di slanci per lungo tempo è più facile. Se si abbandonano le relazioni infantili per quelle adulte, il desiderio può essere più resistente.
Tuttavia, la volontà di mantenere il sesso al suo zenith non cambia molto il modo in cui evolve l’intimità sessuale. È importare cogliere come si articola il desiderio dell’altro, per esempio gli uomini sono più stimolati dai segnali visivi, le donne da quelli auditivi. Nel sesso è importante essere attenti e interamente presenti al partner; per far bene l’amore bisogna darsi tempo, soprattutto perché l’eccitazione femminile è più lunga a manifestarsi e a svilupparsi. Inoltre, per moltissimi uomini la libido non entra in competizione con le preoccupazioni quotidiane, l’uomo può concentrarsi sul suo desiderio e fare astrazione del resto perché la sua sessualità è più pulsionale. Nella donna vale il discorso contrario: le mentalizzazioni preoccupanti, i conflitti, le preoccupazioni personali, la tristezza e la rabbia entrano violentemente in competizione con il desiderio.
Non bisogna mai dimenticare che alcune attitudini uccidono il desiderio, come è il caso dell’egoismo, soprattutto oggi che le donne si sentono responsabili della propria sessualità e del proprio corpo e hanno voglia di partner attenti. Anche l’assenza di dialogo è un punto fortemente negativo, moltissimi uomini non hanno idea di cosa la loro donna voglia veramente, anche perché molte donne si rifiutano di chiederlo. La passività fa strage dell’erotismo perché uccide la curiosità reciproca, quella voglia di scoprire i territori intimi dell’altro che avviene attraverso iniziative reciproche. I blocchi psicologi sono quasi sempre grandi ostacoli all’alchimia dei corpi, perché l’immagine che ciascuno ha del proprio corpo influenza il modo in cui vive la sessualità; le donne che hanno dei complessi, che non si sentono a proprio agio con se stesse, che non amano il proprio corpo e fanno l’amore solo per non perdere il compagno non possono crescere sessualmente. La stima di sé è un fatto importante, a letto come fuori dal letto: la convinzione di non essere degni d’amore è un problema non da poco. Più che darsi a variazioni estreme sul tema, che troppo spesso sono più subite che desiderate soprattutto da parte delle donne, bisogna ricordare che la qualità della relazione sessuale dipende dalla qualità della relazione affettiva, tanto è vero che i sessuologi non suggeriscono trucchi tecnici, ma in genere forniscono alle coppie le strategie “giuste” per riattivare il clima amoroso. Ritrovare i momenti di intimità, di seduzione e di sensualità che esistevano agli inizi della relazione, uscire a cena, passare il fine settimana lontano da casa, farsi delle sorprese e dei regali, ritornare ad aver voglia di piacersi e di piacere, sono queste le cose che possono ricreare un clima favorevole all’eccitazione.
Gli alleati che contano: le carezze
Uno sguardo, un profumo, qualche carezza, ed ecco che l’atmosfera cambia… L’amore è qualcosa di ben diverso dall’incontro delle mucose genitali. Il nostro corpo dispone in media di 1800 cm² di pelle che contengono un milione e mezzo di recettori, vere e proprie capsule di voluttà che racchiudono tesori di sensazioni provocate dallo sfioramento e dalle carezze. I recettori immagazzinano il piacere e lo liberano quando sono “piene”. Carezzare significa rendere poetico un gesto che può essere meccanico, per questo si può iniziare esplorando con calma la geografia sensuale della pelle. Le carezze stabilizzano l’equilibrio nervoso, aiutano a rilasciare le tensioni e procurano benessere, anzi, euforia. Le ragioni sono squisitamente biologiche, dato che le carezze attivano i centri cerebrali del piacere che rilasciano diverse sostanze, tra le quali le famose endorfine. Sotto il profilo psicologico, inoltre, le carezze riattualizzano la beatitudine dell’infanzia, ricca di significati emotivi, risvegliano tutti i sensi e offrono una gamma di sensazioni molto ampia, diversa da quella ottenuta durante il coito.
 (continua)
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