Riflettiamo - Dott. Giuliano Franzan

Dott. Giuliano Franzan
Psicologo - Consulente sessuale
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Chiesa e famiglia...

1. Il matrimonio esprime la dimensione nuziale della Chiesa
La Chiesa stessa è quindi nella storia sacramentum della comunione con Dio e dell'unità del genere umano[1]. La sua alterità esiste per la nuzialità dell'Agnello ed essa è interamente missione e martyrìa in riferimento al compimento delle nozze. Il sacramento del matrimonio partecipa delle dimensioni della Chiesa, esprimendo la sua intera nuzialità sacramentale. Esso partecipa dunque della missionarietà di servizio per l'amore che la Chiesa vive e che costituisce dimensione essenziale del suo stesso essere. Essa è madre, è vergine, sposa, vedova. In essa si compongono in unità le differenti figure del mistero, che assumono nel suo seno la forma degli stati di vita, cioè la molteplicità delle forme nelle quali prende corpo nella storia l'unica eterna nuzialità dell'Agnello.
Il matrimonio, esprimendo la dimensione nuziale della Chiesa nelle forme della alterità e della comunione unitiva, esprime meglio di ogni altra realtà e secondo una originale peculiarità la sacramentalità stessa della Chiesa e lo fa in ragione del suo rapporto originario con l'Eucaristia[2], come fons et culmen dell'intera historia salutis, della drammatica nuziale di Dio e dell'umanità. Sacramento è infatti quel «segno che trasmette efficacemente nel mondo visibile il mistero invisibile nascosto in Dio dall'eternità»[3].
Nel suo essere, segnato da alterità, reciprocità, comunione ed unità feconda la coppia umana si pone come sacramento del mistero di Cristo e della Chiesa e questo giustifica che le nozze dei credenti - battezzati, segnati dal crisma ed eucaristicamente conformati a Cristo - siano sacramento, e lo sono ad un tempo di Cristo e della Chiesa. Anche la coppia dunque vive se stessa come realtà ecclesiale non già per se stessa, ma per la fecondità universale Cristo/Chiesa. Partecipando della feconda dinamica di amore di Cristo e della Chiesa, anche la coppia diviene partecipe di tale fecondità, che genera una nuova umanità ed un nuovo cosmo, cieli e terra nuovi[4]. Per questo il sacramento del matrimonio conferisce una missione particolare nella Chiesa e serve all'edificazione del popolo di Dio[5].

2. La missionarietà della famiglia manifesta la Chiesa sposa
Vivendo la propria missionarietà nelle diverse forme che la sacramentalità stessa del matrimonio comporta, la famiglia testimonia la nuzialità stessa della Chiesa come alterità feconda del Cristo sposo e manifesta così il paradigma sponsale della Chiesa stessa. La Chiesa sposa trova nell'essere della coppia la leggibilità storica del suo stesso volto, nell'ordine sacramentale. È partendo da qui che può comprendersi come Sposa, alla luce del più grande mistero sponsale della creazione, della redenzione, delle nozze dell'Agnello. È a partire dal sacramento del matrimonio e dalla luce cristica del maschile e del femminile che può comprendere meglio - nella luce dell'alterità e della comunione - i diversi stati di vita nella Chiesa.
Tra essi acquista particolare rilievo l'altro dono sacramentale per la comunione: il sacramento dell’ordine, che può essere compreso come il dono che rende presente perennemente alla Chiesa sposa l'alterità di Cristo sposo, nella forma sacramentale del ministro ordinato, la cui sponsalità è tutta orientata alla comunione. Cosicché il ministero degli sposi avviene informa amoris sponsalis, mentre il ministero ordinato avviene in forma Sponsi. Entrambi rimandano all'unico mistero nuziale di Cristo e della Chiesa. Analoghe considerazioni possono essere fatte per la verginità, come stato di vita che rimanda all'unicità trascendente dell'amore che ha già pervaso la storia e che, fin d’ora, chiama a sé l'intera Chiesa all'incontro, dove ogni sacramento sarà trasceso, insieme ad ogni stato di vita, nella consumazione eterna. La coppia consuma il proprio destino nel divenire famiglia, luogo di una comunione intima e talmente specifica da poter essere considerata, con la persona, un aliquid absolutum. Ogni famiglia è una comunione ed un sacramento della comunione, luogo di generazione, crescita e sviluppo dell'amore. La famiglia è paradigma nuziale della Chiesa anche nel suo essere comunione, unione di diverse forme di relazione nell'unità, senza che mai l'alterità sia soppressa o l'individualità comunionale compromessa. In qualche modo sembra un microcosmo dell'intera creazione, da Dio creata e da lui elevata, attraverso l'essere personale dell'uomo, fino alla pienezza dell'amore. Allo stesso modo la famiglia è il luogo in cui la generazione/procreazione rende vivente l'espansione della libertà di amore e la educa, conducendola, in Cristo ed oltre il peccato, alla pienezza della comunione e dell'amore. Così la famiglia non è solo il luogo sacramentale della comunione, ma la testimonianza che l'intera dinamica sacramentale della Chiesa esiste per la comunione nuziale. La coppia esiste infatti come un dinamismo in cammino verso l'una caro[6], che è sacramentalmente la persona intera degli sposi, ma più fondamentalmente sta nell'orizzonte della carne eucaristica di Cristo e nell'orizzonte dell'Eucaristia escatologica, culmen della vita cristiana di ogni uomo, dove nessun amore avrà più fame[7].


[1] LG 1.
[2] G. Mazzanti, Teologia sponsale e sacramento delle nozze, «Nuovi Saggi Teologici», 54, EDB, Bologna 2001, pp. 35-82.
[3] Giovanni Paolo II, Uomo e donna lo creò. Catechesi sull’amore umano, cit., Catechesi XIX, p. 91. Il Papa applica tale concetto al sacramento della corporeità umana.
[4] 2Pt 3, 13.
[5] CCC 1534.
[6] «Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi». Il testo di Mt 19,4-6 recita nell'originale greco che «i due vivranno la loro esistenza protesi verso una sola carne»: quella eucaristica di Cristo.
[7] Ap 7, 16.
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