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Libro consigliato - Dott. Giuliano Franzan

Dott. Giuliano Franzan
Teologo - Psicologo - Sessuologo - CTP
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Libro consigliato

Salonia G. (cur), Peter Pan: un imbroglio che continua, Ed. Pensa Multimedia, 2022.

Trama              
Rileggendo la storia di Peter Pan per arrivare a comprenderla alla luce  dell’esperienza e dei vissuti che possono essere propri di un bambino a  cui sono mancati i baci, abbiamo scoperto che Peter è un bambino che non  sa, che non può avere nostalgia di sua madre: non ne ha perché non la  conosce, non ne ha il ricordo, e questa mancanza si perde in un vuoto  più grande e più antico. “Tutti i bambini, tranne uno, crescono”, è  l’indizio che ci lascia Barrie. “Tutti i bambini, tranne uno, sanno  cos’è un bacio”, chiarisce G. Salonia, svelando l’intuizione da cui per  noi è nato questo libro: colui che è stato per tutti l’icona del bambino che non vuole crescere in realtà è semplicemente un bambino che non può  crescere, perché se non sa nemmeno cos’è un bacio, non ha attraversato le esperienze di base primarie che sono costitutive dello sviluppo della  propria identità. È arrivato il momento di chiederci: cosa sarebbe successo se Peter fosse andato in terapia? Purtroppo sappiamo che Peter non è affatto l’unico bambino che, non  avendo mai sperimentato la pienezza di essere amato, è rimasto  intrappolato nell’impossibilità di diventare adulto. E proprio questa  impossibilità ci fa supporre che Peter forse non sarebbe mai arrivato ad  una consapevole richiesta di terapia. Non sapendo cosa gli è mancato, non riconoscendo nemmeno le tracce di questa mancanza, non avrebbe  saputo riconoscere le tracce di ciò che aveva bisogno di cercare e di  cui aveva bisogno per crescere. La sua esperienza è l’assenza di un volto, la deprivazione di qualcuno  che si sarebbe dovuto prendere cura, per cui il suo corpo non ha memoria  di alcuna presenza significativa. Non potendo sentire il peso della nostalgia di quel che non ha avuto, né di qualcosa che non c’è più,  Peter ha volato leggero fino all’isola che non c’è e gli è sembrato  l’unico spazio in cui poter abitare. Barrie ci regala una potentissima immagine: quella dell’isola felice  verso cui volano anche i nostri ragazzi quando si trovano a dover  sopravvivere, senza nemmeno saperlo, a quello stesso vuoto primitivo, misterioso e proprio per questo incolmabile…  



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