Riflettiamo
Il significato di misericordia nel contesto familiare...

Nelle prossime due riflessioni ci soffermiamo sulla misericordia nel contesto familiare.
Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo; perché egli è benevolo verso gl'ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. (Lc 6, 32-36)
“Cercherò di riflettere con voi su questo passo molto importante del Vangelo di Lc (ma è Gesù che parla) alla luce del contesto familiare attuale. Il titolo e la tematica provengono dal fatto che siamo stati invitati da papa Francesco durante la celebrazione del Giubileo della misericordia.
Ci domandiamo: che cosa significa essere misericordiosi come il Padre nel contesto familiare? Abbiamo un campo di riflessione, quindi: il contesto familiare (anche quello nel quale noi viviamo).
Il contesto familiare.
Esso ha come suo connettivo la relazione: è il tipo di relazione tra i membri che fa la famiglia. Non basta vivere sotto lo stesso tetto perché ci sia famiglia. Anche in un albergo si vive sotto lo stesso tetto. Non basta neppure la comunione sessuale perché ci sia famiglia. Questa può aversi anche in contesti diversi. Vivere sotto lo stesso tetto e comunione sessuale sono caso mai presupposti perché ci sia famiglia. Ciò che fa la famiglia, e la famiglia cristiana in particolare, è il tipo di relazione che si stabilisce per scelta e per impegno della volontà da parte di tutti i membri, dei coniugi innanzitutto. La famiglia nasce e vive a partire dalla volontà dei suoi membri, proprio perché l’amore di cui parliamo nasce non dalla spontaneità, ma dalla volontà. L’amore coniugale “è prima di tutto amore pienamente umano, vale a dire sensibile e spirituale. Non è quindi semplice trasporto di istinto e di sentimento, ma anche e principalmente è atto della volontà libera, destinato non solo a mantenersi, ma anche ad accrescersi mediante le gioie e i dolori della vita quotidiana; così che gli sposi diventino un cuor solo e un’anima sola, e raggiungano insieme la loro perfezione umana” (HV 9).
Paolo VI non fa altro, qui, che riassumere la dottrina della Gaudium et Spes del Concilio Vaticano II.
È proprio questo tipo specifico di relazione familiare che richiede la misericordia. Si può dire che senza misericordia non si dà amore, semplicemente. Ciò vale in modo analogo per ogni relazione. La misericordia è tanto più esigìta, quanto più si vive gli uni accanto agli altri e tanto più ci si conosce bene. È, infatti, nella relazione intima che emergono con maggior luce i limiti e i difetti della persona (non solo questi ovviamente). Qui le maschere sociali che inevitabilmente indossiamo quando ci presentiamo in pubblico, vengono necessariamente dimesse, in caso contrario non si dà relazione intima e strettamente personale. Le maschere le possiamo, magari a fatica, reggere in pubblico, ma nel privato ci mostriamo per quello che siamo.
Ma è proprio per questo che le fragilità e le debolezze, non più nascoste dietro le maschere, emergono e tolgono qualsiasi relazione intima da quell’idealismo antropologico di cui si nutrono i romanzi, i quali non a caso sono poi segnati da tragicità. Infatti, tanto più si ama l’ideale e non il reale, tanto più la relazione è destinata a una atroce delusione e, non di rado, fallimento.
Ogni relazione d’amore ha bisogno di molta misericordia verso il coniuge, se si vuole che duri nel tempo. Poiché il migliore di noi ha molti difetti e limiti (e comunque è altro da noi per storia e per personalità) e la forza dell’egoismo non è mai completamente spenta dentro ciascuno di noi. Amare l’altro significa anche portare il peso di tutto questo. Io sono convinto che nei numerosi fallimenti delle relazioni matrimoniali cui oggi assistiamo, molta parte l’abbia un idealismo antropologico che presenta la persona amata come il possibile vaso di Pandora alla rovescia da cui proverrebbero solo positività, soddisfazione, conferme positive di sé e delle proprie aspettative di un amore perfetto, cosa che solo Dio può dare. Inevitabilmente il tempo mostra le povertà umane di ciascuno: la relazione allora o si apre alla misericordia e in tal modo l’amore si approfondisce diventando più vero, oppure si tronca la relazione per continuare a inseguire un ideale impossibile: più che amore dell’altro diventa attaccamento a se stessi e al proprio illusorio desiderio. Si parla in questi casi di amore dell’altro, in realtà è solo e sempre incapacità di accogliere l’altro con le sue mancanze e pesantezze, che diventano tanto più pesanti, quanto più uno non è disposto a rinunciare al proprio utopistico ideale.
Non si può amare una persona solo per gli aspetti positivi che ha, ma per quello che essa è. In caso contrario si amano quegli aspetti, ma non lei, alla fine si diventa insofferenti per ciò che le manca. Se si ama una persona solo perché è bella, sana, intelligente … quando quella bellezza non la si vede più, si rifiuta la persona (in realtà era già stata rifiutata prima!). Qui sta una radice dei tanti fallimenti attuali ed è proprio qui che la misericordia diventa necessaria: non si tratta di un compatire in senso negativo, ma di avere un cuore grande.
Chi vuole amare veramente deve avere tanta misericordia e capacità di accoglienza dell’altro per quello che egli è. Solo allora saprà apprezzare pienamente ciò che riceve dall’altro e portarne gratitudine.
La perfezione dell’amore che Gesù ci presenta nell’amore del Padre celeste è quella di un Dio che sa amare l’uomo nonostante tutte le sue povertà e il suo peccato. Si tratta della perfezione di un Dio che sa andare incontro a queste povertà per aiutare l’uomo a superarle, e non lo rifiuta perché è gravato da esse.
Come coniugare amore e misericordia nell’amore coniugale e familiare?
Proveremo a dare dei piccoli consigli di riflessione nel prossimo articolo.
